Il Cav. Mario Celestino e la moglie Gina: da quarant'anni insieme per promuovere e valorizzare i tessuti artistici di Longobucco.
ILa storia
Una lunga storia di tradizione, cultura e passione
Intorno agli anni Venti nasce a Longobucco, per volontà del Maestro Eugenio Celestino, la ditta tessile con il suo laboratorio d'arte: copriletti, arazzi, tappeti, centri e biancheria per la casa e per il corredo, eseguiti sul tradizionale telaio a mano.
Eugenio Celestino non si limita a produrre: porta i tessuti di Longobucco nelle esposizioni più prestigiose, raccoglie riconoscimenti e onorificenze, arriva a servire la Casa Reale e alcune tra le più importanti case d'alta moda.
Nel 1959 il figlio Mario prende le redini della bottega, con l'entusiasmo ereditato dal padre e la competenza di decenni passati al suo fianco. Oggi l'esposizione e il laboratorio sono meta di visitatori che vengono a conoscere la storia della tessitura di Longobucco, ammirare pezzi storici e vedere dal vivo le fasi della lavorazione.
Anni '20
Il Maestro Eugenio Celestino fonda la bottega a Longobucco.
1926
Diploma di merito alla Fiera di Parigi per i tessuti di Eugenio Celestino.
1936
A Roma, i tessuti di ginestra ricevono la visita della Principessa di Savoia.
1959
Il Cav. Mario Celestino guida la bottega.
2017
L'archivio della bottega è dichiarato di interesse culturale.
Oggi
Bottega storica e museo della tessitura, aperta ai visitatori.
Dall'archivio
Storie, documenti e parole di chi ci ha conosciuto
Quasi un secolo di tessitura raccontato dalle carte e dalle fotografie conservate in bottega.
Il punto del giudice, che secondo il Ministero «dovrebbe essere il punto più antico».
A Longobucco moltissime famiglie, sin da tempi antichi, tessevano sul telaio orizzontale calabrese coperte e tessuti dai disegni ricchi di simboli, tramandati di generazione in generazione. Il cavaliere Eugenio Celestino trasforma questa attività familiare in un'impresa, con un laboratorio tessile annesso alla ditta.
Il riconoscimento arriva presto: già nel 1926 i suoi tessuti ricevono un diploma di merito per la partecipazione alla Fiera di Parigi. È l'inizio di un percorso che porterà i tessuti di Longobucco nelle esposizioni di tutta Italia e all'estero.
I disegni usati per le antiche coperte in seta, lana, cotone e ginestra vengono da decorazioni magno-greche e soprattutto bizantine, come il punto del giudice, da motivi dell'etnia albanese, presente in Calabria dal XVI secolo, e da ornamenti di origine araba.
Fonte: dichiarazione di interesse culturale del Soprintendente archivistico e bibliografico della Calabria, 12 luglio 2017.
Roma, 1936: la Principessa Maria José di Savoia visita l'esposizione dei pregiati tessuti di ginestra del Maestro Celestino.
Negli anni Trenta il Maestro Eugenio Celestino porta i tessuti di Longobucco nelle esposizioni più prestigiose. A Roma, nel 1936, la Principessa Maria José di Savoia visita la sua esposizione di tessuti di ginestra, la fibra ricavata dalla pianta che fiorisce di giallo sui pendii della Sila.
Sono gli anni in cui la bottega arriva a servire la Casa Reale e raccoglie apprezzamenti e onorificenze, dei quali si conservano ancora gli attestati.
Fonte: archivio della bottega e storia dell'azienda dal sito storico Celestino.
Alla bottega Celestino sono stati dedicati i versi di due poeti. Il calabrese Michele De Marco, detto Ciardullo, la racconta così, invitando a visitarne il padiglione in fiera:
Se tante cose belle puoi vedere
in questa Fiera esposte in mille mostre,
ma se pel tuo piacere
tu vuoi vedere delle cose nostre,
ma veramente nostre,
artistiche e squisite,
il tessuto più nobile e più fino,
veramente tessuto in casa nostra,
tela di Longobucco variopinta,
visita il padiglione dove ha esposto
un mago del telaio appassionato,
che produce il prodotto sopraffino
e la coperta bella, originale,
e parlando di un mago ho nominato
un artista superbo:
il Cavaliere Eugenio Celestino
che nel suo padiglione ha radunato
un tessuto che è magico e divino.Michele De Marco (Ciardullo)
Nel marzo del 1938 è Vittorio Emanuele Bravetta a dedicargli una poesia, «Maestro Celestino», che si apre così:
Primavera ingelosita
occhieggia dai rami dei peschi:
nel suo cuore di margherite.
Non ha doni così freschi
né colori così soavi
come quelli che tu raccogli
sui tuoi rami, nei tuoi fiorelli
nei ricami del tuo giardino…V. E. Bravetta, marzo 1938
Fonte: archivio della bottega, pubblicato sul sito storico Celestino.
Ava Gardner con una delle sorelle Fontana durante la prova di un vestito realizzato con un tessuto della bottega Celestino.
La qualità dei tessuti di Longobucco non resta confinata alla Calabria: la bottega Celestino arriva a servire la Casa Reale e alcune tra le più importanti case d'alta moda.
Tra le fotografie conservate in archivio c'è quella dell'attrice Ava Gardner con una delle sorelle Fontana, la celebre sartoria romana, durante la prova di un abito con un tessuto della bottega: la tradizione del telaio di Longobucco entra così nell'alta moda italiana.
Fonte: archivio fotografico della bottega.
La bottega di Longobucco oggi, con l'esposizione dei tessuti.
Nel 1959 Mario Celestino prende le redini della bottega, e la stampa nazionale se ne accorge.
«Non può stupire che questa bottega scuola (che ha formato centinaia di ottimi elementi artigiani) abbia avuto e consegua sempre più le maggiori affermazioni in tutte le manifestazioni artigiane e del prodotto pregiato.»Il Giornale d'Italia, giugno 1959
«Per la loro freschezza i tessuti di Mario Celestino costituiscono, oltre che un corredo di pratica utilizzazione, un delicato motivo decorativo negli ambienti moderni spesso disumanizzati da un'architettura in serie.»Il Tempo, giugno 1960
Fonte: rassegna stampa conservata in bottega.
La dichiarazione del Soprintendente archivistico e bibliografico della Calabria, 12 luglio 2017.
Il 12 luglio 2017 il Soprintendente archivistico e bibliografico della Calabria, per il Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, dichiara l'archivio «Antica bottega del tessuto d'arte dell'impresa storica Mario Celestino» di interesse culturale, considerato il suo interesse storico particolarmente importante.
L'archivio, conservato a Longobucco in via Monaci, conta circa 850 unità archivistiche dal 1936 al 2017. Secondo la dichiarazione conserva «numerose ed importanti testimonianze di come è stato possibile affermare in un mercato globale la tessitura artistica», e attesta la pregevolezza e la preziosità dei tessuti di Longobucco.
Il documento ricorda anche i «nziambri», i disegni guida con la trafilatura a quadretti che orientano la tessitrice, alcuni custoditi gelosamente dalle famiglie, e le tre lavorazioni ancora in uso: a rilievo o «pizzuluni», piatta o «trappignu», e «ari piari», ai piedi.
Fonte: MIBACT-SAB-CAL, Rep. Delibere 12/07/2017 n. 2.
Il telaio orizzontale calabrese, su cui si tesse ancora oggi.
Le origini della tessitura a Longobucco sono antichissime e comuni ad altre realtà calabresi. Si racconta che i pirati turchi, durante le scorrerie, prendessero prigionieri gli abitanti delle coste calabre.
Molto verosimilmente alcune donne ebbero la fortuna, dopo un lungo periodo trascorso nei paesi orientali, di tornare al luogo d'origine portando con sé l'arte della tessitura, e in particolare l'arte del decoro della tela.
Fin qui la leggenda: ma a Longobucco la tessitura è storia documentata, fatta di telai in ogni casa, di disegni custoditi dalle famiglie e di coperte che passavano di madre in figlia nel corredo.
Fonte: «La storia della tessitura», dal sito storico Celestino.
IILavorazione
Sul telaio orizzontale calabrese, come allora
Le fibre
Il filato
Ginestra, lino, canapa, cotone, seta di baco e lana di pecora: i filati della tradizione, scelti per ogni tessuto.
Il telaio
Tela e decoro insieme
Sul telaio orizzontale si tesse la tela e, nello stesso momento, si eseguono a mano i decori: il disegno nasce dentro il tessuto, non sopra.
Il decoro
Piatto o a rilievo
A punto piatto, passando i fili del decoro con le dita tra l'ordito, oppure a rilievo, sollevando il filo con un ferro.
IIII disegni
La simbologia dei disegni, filo per filo
I disegni di Longobucco sono ricchi di fascino e di suggestione: nascono da credenze popolari che hanno segnato la vita degli antichi abitanti del paese, e ogni motivo porta con sé un significato.
U puntu eru juriciu
Il punto del giudice
Due uccelli in equilibrio sulla bilancia che rappresenta la giustizia, attorno all'albero della vita.
Tralcio di vite
Pampini e grappoli
Pampini e grappoli intrecciati a rappresentare la prosperità e la gioia.
Vasi fioriti
Il giardino
Vasi colmi di fiori racchiusi in una trama di rami: un disegno antico legato all'albero della vita.
La Foresta
Un intreccio di rami
Un sottile intreccio di rami nel quale compaiono molti animali.
Cielo stellato
Stelle a otto punte
Stelle a otto punte ripetute senza fine: nella tradizione tessile calabrese sono un augurio di fertilità.
La mietitura
Il lavoro dei campi
Un arazzo che racconta la raccolta del grano, con i mietitori e il carro carico di covoni.
IVCollezione
Per la casa e per il corredo, pezzo per pezzo
Accanto alla produzione tradizionale, la bottega crea pezzi personalizzati ed esclusivi: i nostri telai vi aspettano per tessere i vostri desideri. Nello shop trovate tutto il catalogo: scegliete gli articoli e inviateci la richiesta, vi rispondiamo con disponibilità e spedizione.
Copriletti e arazzi
I grandi disegni della tradizione, da usare sul letto o da appendere.
Cuscini a rilievo
Il decoro sollevato a mano dà al tessuto profondità e morbidezza.
Tovaglie e runner
Per la tavola di tutti i giorni e per le occasioni importanti.
Asciugamani e corredo
Lino e cotone con bordure tessute, anche con iniziali ricamate.
Indirizzi delle due sedi (Via Monaci a Longobucco dal vecchio sito, Via Roma a Camigliatello da Facebook), orari di apertura, e se le visite sono libere o su appuntamento.